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Il senso civico dei Milanesi nel primo giorno dell'Area C

Articolo del: 17/01/2012
Autore: Ugo Savoia

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MILANO Al di là delle dichiarazioni entusiastiche e delle speculari polemiche che hanno accompagnato l'avvio di Area C, c'è un aspetto che merita di essere sottolineato nella giornata in cui Milano ha scoperto la sua Città Proibita: è il senso pratico (che sconfina a volte nel civismo, pur essendo geneticamente diverso) dei suoi cittadini. Molti dei quali hanno protestato anche duramente nelle scorse settimane, hanno contestato la giunta Pisapia, hanno dato vita a infuocate assemblee pubbliche. Poi, allo scoccare dell'ora fatale, hanno provato a risolvere il problema, chi anticipando l'arrivo al lavoro prima delle 7.30, chi facendo ricorso a tram, autobus e metropolitane che non usavano da anni, chi rispolverando moto e motorini, chi facendosi accompagnare al confine di Area C, a quei «famigerati» varchi elettronici che tutto vedono e tutto registrano, per poi proseguire a piedi o con i mezzi pubblici. Business as usual.

RISULTATO - lunedì, come tutti hanno potuto constatare, in alcune zone del centro sembrava di essere a Zurigo. Strade scorrevoli, parcheggi nelle strisce blu insolitamente liberi. Dentro i confini si toccavano con mano la diminuzione delle auto e l'aumento di scooter e biciclette. Fuori però la situazione non è stata altrettanto rosea, specialmente a ridosso dei punti di accesso, con automobilisti alla disperata ricerca di un parcheggio dalle primissime ore del giorno e proprietari di garage fuori dalla Cerchia che gongolavano. Al contrario di quanto succedeva a molti dei loro colleghi del centro, alcuni dei quali hanno visto crollare improvvisamente il numero di macchine che, dal lunedì al venerdì, rappresentavano da anni la loro principale clientela.

ECONOMIA - Forse è questo uno degli aspetti più importanti su cui dovrà concentrarsi l'amministrazione: evitare che la novità porti detrimento a uno o più settori dell'economia. Non a caso una nota di Confcommercio si augura che alla riduzione del 35 per cento di auto non corrisponda un'identica diminuzione di fatturato. Comunque il primo giorno di Area C è stato meno impattante di quanto si temesse. Ora bisognerà attendere gli altri. Nel frattempo ognuno continuerà a raccontarla come vuole, in quella sorta di «Rashomon» alla milanese che è diventato il dibattito sul traffico.

Commento: Non c' è niente da concentrarsi. Più si rende difficile l' accesso al centro, più le attività commerciali tenderanno a uscire da esso, per trasferisrsi lì dove è più facile arrivare, sia per fornitori sia per clienti.
Al più, in centro rimarranno quelle attività vetrina o ad alto valore aggiunto, quali banche, boutique glamour, temporary shop.
Il resto (quello che conta per la vita di tutti i giorni) sempre più marginalizzato.


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