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In ritardo di sei mesi i cantieri M1 Sesto-Monza. «Senza fondi è impossibile proseguire»
Metrò: i Comuni non pagano, fermi i lavori
Prolungamento della linea rossa: le tre imprese aspettano 5 milioni da un anno

Articolo del: 13/05/2012
Autore: Armando Stella

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MILANO - Uno scavo senza fondi. «A queste condizioni è impossibile andare avanti...». I cantieri della M1 hanno accumulato sei mesi di ritardo nel primo anno di lavori. Le imprese dovrebbe correre, o meglio volare, per arrivare puntuali all'appuntamento con l'Expo, e invece sono scariche, svuotate, bloccate nella terra di mezzo tra Sesto e Monza: «Non possiamo più chiedere garanzie bancarie, né prestiti o fidi». Vai a fidarti delle amministrazioni pubbliche. I due Comuni-capolinea avrebbero dovuto versare alle aziende 1,45 milioni di euro ciascuno, il 3 febbraio 2011, per finanziare i lavori del metrò: quindici mesi dopo non hanno stanziato un euro. Una svista? Un errore? È la prassi. La Provincia avrebbe dovuto dare la sua quota il 16 marzo 2011, all'atto di consegna delle aree, ma di quel milione non c'è traccia. Solo la Regione ha rispettato l'accordo e girato un milione a Palazzo Marino, ma i soldi sono tuttora fermi nella Ragioneria milanese, preziosi e indisponibili. Totale: 4,9 milioni. Lo Stato non paga e le aziende danno l'ultimatum: «Sette giorni per saldare i debiti o abbandoniamo il progetto».

Metrò Sesto-Monza, cantieri bloccati Metrò Sesto-Monza, cantieri bloccati Metrò Sesto-Monza, cantieri bloccati Metrò Sesto-Monza, cantieri bloccati Metrò Sesto-Monza, cantieri bloccati Metrò Sesto-Monza, cantieri bloccati


Il prolungamento della linea «rossa» del metrò è un'infrastruttura strategica attesa da trent'anni. Un chilometro e ottocento metri di galleria. Due stazioni: Sesto-Restellone e Monza-Bettola. Una flotta di treni per 14 mila passeggeri l'ora. Investimento dell'operazione: 206 milioni di euro. La cordata che s'è aggiudicata l'appalto è un'associazione temporanea d'imprese composta da Coestra, Bonciani e Acmar: «Abbiamo già speso 6 milioni tra stipendi, affitti e subappaltatori - spiega l'ingegner Giuseppe Aporti, il responsabile dei lavori -. Nel cantiere ruotano oltre quaranta operai, non riusciamo più a onorare gli impegni».
C'è il deserto a Sesto San Giovanni: una ruspa è affogata nella terra e nulla si muove dietro le transenne che chiudono via Monte Nero. È giovedì pomeriggio. Sole a picco. Lungo il tracciato, a Cinisello, i macchinari sono spenti. Solo colline di sabbia in via Biagi. Nessuna attività da segnalare: «Siamo in sofferenza - annuisce l'ingegner Aporti -. Le amministrazioni locali hanno disatteso le scadenze di gennaio e marzo. I costi sono diventati insostenibili».
Il metrò è ingabbiato dal patto di stabilità: i Comuni devono sostenere gli investimenti in infrastrutture senza travolgere i vincoli di bilancio. Quanto al milione di euro stanziato dal Pirellone, i vertici di Metropolitana milanese (stazione appaltante) sono «cautamente ottimisti»: i soldi potrebbero essere sbloccati a breve e il semestre di ritardo sulla tabella di marcia potrà essere recuperato agilmente. Obiettivo: inaugurare la nuova linea Sesto-Monza nel marzo 2015, alla vigilia di Expo.
Bisogna cambiare passo, però. Procedere a tappe forzate. Anzitutto: va approvato al più presto il progetto esecutivo. Gli esami preliminari nel terreno hanno costretto Coestra, Bonciani e Acmar a riscrivere il programma d'intervento: la falda acquifera s'è alzata di tre metri e sarà così necessario impermeabilizzare il cantiere per fare avanzare le talpe meccaniche nella galleria sotterranea. La variante di progetto e il piano di accelerazione delle opere per Expo potrebbero costare 13,5 milioni di euro in più rispetto al budget iniziale. Il Comune di Milano sta valutando la richiesta delle imprese. Al momento non c'è l'accordo.
Armando Stella

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