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Sentenza a ottobre. L'azienda vincitrice: «Andiamo avanti»
Slitta il bike sharing, il Tar blocca l'appalto
La società esclusa, la spagnola Cemusa, ha impugnato il bando di concorso dell'Atm. Il presidente di Ciclobby: progetto a rischio

Articolo del: 11/09/2008
Autore: Armando Stella

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Caso BikeMi, prima udienza a porte chiuse, c'è da pedalare solo per gli avvocati. Messi di fronte e riconvocati tra un mese, memorie difensive sottobraccio: il Tar ha accolto ieri il ricorso presentato dalla multinazionale spagnola Cemusa contro la gara d'appalto per il servizio di bike sharing assegnato da Atm all'americana Clear Channel. Risultato: slitta ancora l'inaugurazione del sistema delle due ruote a noleggio, restano impacchettate le stazioni e le rastrelliere nelle piazze. Se ne riparla dopo l'8 ottobre, quando il ricorso verrà discusso nel merito. Per ora, niente bici in condivisione: solo pareri legali.

Siamo alla disfida della bicicletta. BikeMi è il nome assegnato al servizio delle due ruote in condivisione: sarebbe dovuto partire in primavera (da annuncio), è già slittato a luglio e poi a settembre (lungaggini burocratiche), se va bene metterà in sella i milanesi con la pioggia d'autunno. Tant'è. Clear Channel sta installando 50 stazioni da piazza Duomo a San Babila, a Cadorna: la rete ecologica è fatta di 700 bici gialle e numerate, abbonamenti annuali da 30 euro, settimanali da 5 e giornalieri da 2 o 3 euro. La società ha investito poco meno di 3 milioni di euro, che recupererà con la vendita di spazi pubblicitari accanto alle rastrelliere: «I cantieri procedono regolarmente», dicono.

Resta da seguire il percorso della giustizia. L'udienza di ieri, dunque. Il giudice del Tar Piermaria Piacentini ammette il ricorso di Cemusa in cambio del ritiro della sospensiva, trova l'accordo, fissa l'udienza di merito (8 ottobre) e chiede alle parti di presentare nuove memorie difensive. All'Atm si dicono «sereni che il Tar apprezzerà la ragioni che hanno ispirato il nostro comportamento coerente e corretto». E in attesa della sentenza? «Andremo avanti nelle attività di ultimazione del progetto». E se la sentenza annullasse l'appalto? «Vedremo». Bene. «Fiduciosa», per altro, è anche Clear Channel: «Le forniture sono pronte». E se il giudice bloccasse tutto? «Atm deciderà se ricorrere al Consiglio di Stato o bandire un'altra gara». Sarebbe la terza e farebbe slittare l'inaugurazione di nuovo. Al 2009.

Un passo indietro. La prima gara si apre a marzo e va deserta. Atm decide di aprire una trattativa privata con tre società interessate alla sponsorizzazione di BikeMi: Clear Channel, Cemusa e Igp Decaux (che si sfila subito). L'appalto viene assegnato il 28 maggio e il 14 agosto Cemusa ricorre al Tar chiedendo l'annullamento della gara perché il bando pubblico sarebbe stato «stravolto», le condizioni iniziali «riviste» e in più «non sarebbero state rispettate le norme sulla trasparenza». Risultato: contratto congelato. Arrivederci all'8 ottobre. «Abbiamo affidato l'appalto ad Atm e confidiamo che tutto si sia svolto regolarmente», è il commento secco dell'assessore di Palazzo Marino alla Mobilità, Edoardo Croci. Di «vicenda dai contorni poco chiari» parla invece Eugenio Galli, presidente di Ciclobby: «Se non si vuole pregiudicare lo sviluppo di un progetto così importante, è necessario che tutto si svolga nella massima trasparenza».


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