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Arcipelago AreaC - Stato dell'aria (Milano e Lombardia)
Analizziamo l'andamento delle concentrazioni degli inquinanti nel territorio di Milano. Tutti i dati e i grafici provengono
dalla pagina dell'ARPA [[http://ita.arpalombardia.it/ITA/qaria/doc_EvoluzioneAnni.asp|Aria - Evoluzione negli anni]] FIXME
hanno cambiato per l'ennesima volta l'url dei grafici storici!!! ora e' http://www2.arpalombardia.it/qariafiles/varie/MI_PM10.png
(etc.).
Per conoscere il limiti vedere [[http://ita.arpalombardia.it/ITA/qaria/lista01.asp|questa pagina]]
Benzene

La normativa prescrive 5 µg/m³ media annua come limite. Come si vede, la concentrazione di tale inquinante è ormai stabilmente
sotto il limite da anni. Sulla pagina dell'ARPA viene spiegato: "//La diminuzione delle concentrazioni di benzene è dovuta alla
riduzione del tenore di benzene nelle benzine dal 5% all'1%; adozione del ciclo chiuso; adozione del catalizzatore.//"
Il trend è di diminuzione.
Diossido di Azoto

La normativa prescrive da una parte 200 µg/m³ media oraria da non superare per più di 18 volte anno, dall'altra 40 µg/m³ media annua.
La prima soglia non viene superata quasi mai, mentre la seconda nel 2011 risultava superata di poco. In generale il biossido di
azoto è in calo dall'inizio degli anni '90.
L'ARPA spiega che:
- "1980 – 1990: l'incremento delle concentrazioni è attribuibile all'incremento del numero di veicoli circolanti
- dal 1991: la **riduzione delle concentrazioni è connessa:
- all'introduzione di veicoli meno inquinanti: Pre EURO F.E. 2.100 mg/km – EURO 3 F.E. 80 mg/km – EURO 4 F.E. 48 mg/km
Diesel Pre EURO F.E. 914 mg/km; EURO 3 F.E. 803mg/km – EURO 4 F.E. 602 mg/km
- Trasformazione impianti termici civili da Olio, gasolio, gas naturale: F.E. mg/kWh 860 200 90;//// Trasformazione C.T.E.
ciclo vapore: F.E. 1.400 mg/kWh a 260/160 per ciclo combinato"
Non si può certo quindi affermare che la situazione relativa al biossido di azoto sia allarmante!
Ciò è confermato dai dati ARPA che scarico quotidianamente (con uno script che gira ogni giorno dal 2005 (vedi sotto).
Analisi di dettaglio su NO2
Ecco i dati puntuali, plottati direttamente:
{{http://motocivismo.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/NO2_2008-01-01_2013-01-08.gif}}
E' ragionevolmente leggibile, comunque qualche spiegazione:
* la riga orizzontale sul 200 è il limite (soglia) giornaliero da non superare, come vedete viene superato
molto sporadicamente
* la media annuale da non superare è 40, in questo caso anche a occhio si vede che viene effettivamente superata
Ergo io contesterei il quadro proposto da [[http://ita.arpalombardia.it/ITA/qaria/doc_ConfrontoLimiti.asp|ARPA]], in particolare il
pallino rosso del limite orario sull'aggregato di Milano, dato che gli sforamenti giornalieri sono VERAMENTE SPORADICI, al limite
della significatività statistica.
Diossido di Zolfo

La normativa prescrive da una parte 350 µg/m³ da non superare più di 24 volte/anno, dall'altra 125 µg/m³ da non superare per più
di 3 giorni/anno, come limite sulla singola giornata.
Come si vede bene, come inquinante il biossido di zolfo è quasi scomparso!
L'ARPA spiega:
"La riduzione delle concentrazioni di SO2 è legata://
- alla trasformazione delle CTE da ciclo a vapore (F.E. 10.000 mg/kWh) a ciclo combinato (F.E. 0)
- trasformazione impianti termici civili da O.C. a gasolio o G.N. (F.E. 1720 mg/kWh – 340 – 0 – rispettivamente).// Monossido
di carbonio Per il monossido di carbonio la normativa prevede 10 mg/m³ come media mobile massima su 8 ore. Come si vede, il CO è
ormai da anni un inquinante irrilevante. A commento di ciò, sul sito dell'ARPA si legge: "Dal 1990 la riduzione delle concentrazioni
è connessa all'introduzione di veicoli catalizzati Veicolo Pre EURO F.E. in g/km. 9; EURO 3 F.E. in g/km. 1,5; Diesel F.E. < 0,6 g/km."
Ricordiamo inoltre l'obbligo di utilizzo combustibili a basso contenuto di zolfo.
Monossido di Carbonio

Limite stabilito 10 µg/m³
Sotto soglia dall'inizio dei dati disponibili.
Ozono

La normativa prevede:
- 180 µg/m³ media oraria, come soglia di Info
- 240 µg/m³ media oraria, come soglia d'allarme
- 120 µg/m³ come media mobile massima su 8 ore da non superarsi per più di 25 volte/anno, come Valore bersaglio salute umana
Come si vede, anche l'ozono non è un inquinante significativo, se non in specifiche giornate e orari, in situazioni di forte
irraggiamento solare.
Analisi di dettaglio su O3
Ecco i dati puntuali, plottati direttamente:
{{http://motocivismo.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/O3_2008-01-01_2013-01-08.gif}}
E' ragionevolmente leggibile, comunque qualche spiegazione:
* la riga orizzontale sul 240 è il limite (soglia) giornaliero da non superare, come vedete viene superato solo da due (!) valori
su tutto l'arco monitorato
* non c'è la riga a 180, che è il limite di notifica (chiamato "info"), ma come potete ben vedere pochissimi valori raggiungono
quel valore (una ventina in 4 anni %%*%% 365 misurazioni!)
Ergo io contesterei il quadro proposto da [[http://ita.arpalombardia.it/ITA/qaria/doc_ConfrontoLimiti.asp|ARPA]], tutti i pallini
rossi sull'aggregato di Milano sono francamente inspiegabili!
Polveri

Limite stabilito 50 µg/m³
Mediamente siamo tranquilli dalla fine degli anni ’90, i picchi in generale sono quelli invernali, quando i riscaldamenti (una
parte significativa dei quali è ancora a gasolio e senza alcun filtro) lavorano al massimo della potenza.
Il trend è di diminuzione.
Cfr. anche:
* [[http://motocivismo.it/wordpress/metodo-scientifico/effetti-dei-provvedimenti/|Effetti dei provvedimenti]]
* [[http://motocivismo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Medie_Superi_Capoluoghi.pdf|dati storici sulle medie annue]].
A latere...
Visto che il problema (ammesso che sia da considerare tale) dell’aria a Milano risiede SOLO nelle PTS (cfr. gli altri grafici
commentati su questa pagina) e...
le normative europee EUROx NON STABILISCONO NULLA per le emissioni di polveri sottili dei veicoli 4T a BENZINA
(cfr. [[normativeeuro#benzina|normative euro]])
'TODO: Inserire link corretto
Ci si domanda:
che senso ha distinguere un veicolo a benzina 4T a seconda della normativa EUROx di omologazione ai fini delle sue presunte
emissioni di PM10!? Ad esempio durante i blocchi del traffico... cioè o si bloccano tutti (ASSURDO dato che non contribuiscono
alle PTS) o si fanno circolare tutti, SENZA DISTINZIONE!
Conclusione
La cosiddetta "emergenza inquinamento" NON E’ PIU’ UN'EMERGENZA: infatti i valori sono sotto controllo da anni per tutti gli
inquinanti, salvo quelli delle polveri sottili, che in inverno superano i limiti con una certa frequenza, ma comunque mai in
maniera tale da potersi parlare di emergenza!
Per di più bisognerebbe scorporare ulteriormente il "fondo naturale"...
Il "fondo naturale"
(dall'[[http://motocivismo.it/wordpress/2012/03/28/la-misura-e-colma/|articolo originale]] su MotoCivismo)
Leggo sovente articoli e materiale a proposito del monitoraggio degli inquinanti in Italia e recentemente mi sono posto il
"problema del fondo".
Il "fondo" è, dato un qualsiasi inquinante monitorato, la parte del valore misurato che sarebbe comunque presente anche in totale
assenza di attività umana (quest’ultima è la parte cosiddetta "antropica").
Seguo quotidianamente il monitoraggio dell’ARPA (ho uno script che scarica i valori giorno per giorno da molti anni) e poco tempo
fa mi sono chiesto se quei dati tenessero conto o meno del "fondo".
Nota bene: le normative europee sui limiti degli inquinanti atmosferici specificano esplicitamente che tali limiti si intendono
relativi alla SOLA PARTE ANTROPICA (cfr. [[misuralegislazione|normative sulle misure]]).
'TODO: Inserire link corretto
Così ho chiesto informazioni direttamente all’ARPA (via PEC, in dicembre 2011), ecco la mia richiesta:
Buonasera, vedo sulla pagina:
http://ita.arpalombardia.it/ita/qaria/doc_OltreLaRete.asp
i grafici delle concentrazioni di "fondo" su alcune stazioni
e su un periodo che va dal 2009 al 2010.
Volevo sapere se le misurazioni giornaliere delle centraline
(ad esempio a Milano) scorporano già il dato di "fondo"
oppure va ancora sottratto il valore di fondo
rispetto a quello misurato giornalmente.
Mi sapete anche indirizzare verso documentazione
tecnica (e normativa) sui metodi di misurazione
attualmente usati nelle vostre centraline?
Grazie mille
dopo circa un mese arriva la risposta
(cfr. allegato: [[http://motocivismo.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/RispostaArpaFondo_DOC_9126.pdf|RispostaArpaFondo_DOC_9126]]),
di cui riporto la frase più importante:
"... Il dato rilevato, però, è quello effettivamente complessivamente
presente nel punto e nel periodo di rilievo"
Cioè si scopre che i valori misurati dalle centraline e riportati sul sito ARPA, non tengono conto, scorporandolo, del
"fondo", come specificato dalle normative vigenti in materia!!!
Se controllate oggi la [[http://ita.arpalombardia.it/ita/qaria/doc_OltreLaRete.asp|pagina citata]] scoprirete che non cita più
nulla a proposito del fondo, strano no?
Comunque l'avevo salvata.
Ecco i grafici che erano presenti su quella pagina, relativi alle misure di "fondo":
Estate

Inverno

Guardandoli scoprirete che ad esempio per il PM10 bisogna togliere circa 50 microgrammi/metrocubo alle misurazioni!!!
Cioè il problema inquinamento a Milano NON è quell’emergenza che ci si vuole fare credere.
Feedback da Enrico de Vita
In seguito alla pubblicazione del mio post su MotoCivismo
Enrico De Vita
mi ha scritto:
Viene definito black carbon il particolato originato dalla combustione.
La distinzione col PM10 deriva dal fatto che la UE ha espressamente
chiesto di sottrarre a tutto ciò che viene misurato dalle centraline
(e viene in Italia chiamato PM10) la parte che ha origine naturale
e/o antropica, ma non idrocarburica. Per intenderci, la polvere derivata
dalla sabbiatura del duomo di Milano, così come la sabbia del
deserto che non di rado cade con la pioggia sulle auto di Milano,
non devono essere considerate quando si valuta lo sforamento
dei limiti di allerta o di attenzione per il PM10. Questo conto
non si è mai fatto in passato, e ho più volte denunciato tale errore.
Ora il problema è la misura del black carbon (difficile),
mentre sarebbe relativamente più facile (e sicuro) misurare la
parte non idrocarburica. L’Arpa ci sta provando.
Le accludo, qualora non lo avesse, uno studio non recentissimo
dell’Arpa sull’aria di Milano, che tratta di tali problemi.
Di seguito, il relativo link:
http://ita.arpalombardia.it/ita/RSA_2009-2010/rsa-slice/05-Aria.pdf
Per capire bene il concetto di "fondo" guardate la figura a pagina 3 del
[[http://ita.arpalombardia.it/ita/RSA_2009-2010/rsa-slice/05-Aria.pdf|pdf segnalato]]
(che mostra l’NO2, ma la situazione del PM10 è analoga) e capirete come le amministrazioni ci stanno "fregando".
Stanno implementando misure di "emergenza" su valori LORDI invece che netti, mentre se, COME ESPLICITAMENTE RICHIEDONO
LE NORMATIVE, si usassero i valori NETTI, l’emergenza non ci sarebbe più.
E’ come andare dal salumiere a comprare il prosciutto: se vi fanno pagare anche il vassoietto (pesandolo sulla bilancia senza
togliere la "tara") vi arrabbiate o no?
Ultima nota: ci convince assai poco il modo perlomeno balzano con il quale viene valutata la presunta gravità della situazione
dell'inquinamento atmosferico, al fine di attivare o meno le misure di emergenza. Infatti, vengono contati semplicemente i giorni
di seguito durante i quali il valore del PM10 superano la soglia di 50 µg per metro cubo. Che poi la soglia venga superata di
1 µg per metro cubo o di 100 non conta. Saremmo curiosi di sapere quale è la logica dietro ad un simile modo di valutare
quantitativamente l'inquinamento!
Arcipelago AreaC - ©2013 Engelmann&Trentini
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