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La Milano che vuole (solo) Pisapia


Articolo postato il: 01/05/2014
Autore: Enrico Engelmann

Da un post molto lucido ed incisivo nel gruppo fb sostrafficomilano

Ormai è chiaro il modello di città a cui Milano si ispira: non Londra dove il traffico scorre regolare anche in pieno centro, le strade sono liscie e prive di buche e i mezzi pubblici sono sempre in orario.
Non Monaco di baviera dove le zone residenziali sono a 30 all'ora ma nessuno si sognerebbe di farci anche una pista ciclabile.
Non zurigo dove tutti i residenti hanno il proprio posto auto riservato.
Non Parigi dove in pieno centro i residenti che non hanno un box pagano 30 euro al mese ma hanno la zona riservata.
Non le città europee dunque in cui la pretesa di far pagare un residente per accedere a casa propria e semplicemente impensabile.
Il modello è il Cairo: restringere le strade e creare congestione in modo da allietare i residenti con l'allegro strombazzamento di clacson, campanelli e sirene.
Poi toglire quanti più parcheggi possibile nelle zone residenziali in modo da poter multare le auto in sosta selvaggia, non quelle in mezzo alla strada che scaricano pacchi come fanno i cinesi, ma quelle dei residenti che non trovano posto neppure a tre fermate di autobus di distanza da casa.
Poi sfasare tutti i semafori in modo che nelle continue soste si possa creare quel buon profumo di benzene misto a particolato senza cui i milanesi non si sentirebbero a casa.
Poi fare corsie ciclabili lungo la via gallarate, di fianco al cimitero maggiore così che i ciclisti possano vivere appieno l'ebrezza del rischio, e fare invece piste ciclabili che nessun ciclista percorerà mai, nè mai ha chiesto, in zone dove non passano macchine.
Poi fare zone pedonali dove i pedoni non ci sono attirandoli dal contado con autobus turistici e promesse di spettacoli da circo.
In effetti la città è già un circo con spettacoli continui ad ogni ora del giorno e della notte: acrobati e mimi, maghi e fattucchiere, mendicanti sani o storpi, veri o fasulli, cantanti di strada, suonatori di sassofono e chitarristi, allietano il lavoro e il riposo dei milanesi
Poi come al cairo creare un suk di bancarelle e ambulanti, spettacoli musicali e karaoke, schermi panoramici per le partite di calcio e palchi per attori e saltimbanchi, organizzare cortei e manifestazioni, giochi e balli, e tutti i cibi del mondo gratis per tutti, per ridere, ridere, ridere.
Ridere per non piangere.


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