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Affluenza quasi al 50%. Pisapia: Milano si prepara a diventare la città più verde d'europa
Ambiente, pioggia di «sì»
L'Ecopass piace un po' meno
Quattro «sì» al 95%: verde, Expo, risparmio energetico, Darsena-Navigli. Estensione ticket, il 20% dice «no»

Articolo del: 13/06/2011


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MILANO - Sono passati con largo margine, ben oltre il quorum del 30% richiesto per la validità, i cinque referendum consultivi di indirizzo sull'ambiente organizzati nel solo Comune di Milano. Alle 22 di domenica aveva votato già quasi il 38% degli aventi diritto; l'affluenza definitiva è stata del 48,99% per il primo quesito (Ecopass) e del 49,07% per verde, parco Expo, risparmio energetico e Navigli. Il neoassessore ai Servizi Civici Daniela Benelli ha sottolineato: «La percentuale di affluenza al voto per i referendum cittadini è solo in apparenza inferiore rispetto a quella relativa ai quesiti nazionali. I milanesi aventi diritto al voto per i referendum cittadini sono 46 mila in più rispetto a quelli aventi diritto per i referendum nazionali». I residenti all'estero, per esempio, non hanno potuto votare per i 5 quesiti ambientali perché non era ammesso il voto per corrispondenza.

I RISULTATI - Ultimato lo spoglio per 800 circa delle 1251 sezioni milanesi, i risultati indicano una nettissima vittoria dei «sì» per tutti i quesiti. Anche in questo caso, come per l'affluenza, si registra un dato diverso per quanto riguarda l'Ecopass: 79,15% di «sì» e 20,85% di «no». Più alta la percentuale dei «sì» per gli altri quesiti: 95,54% per il verde, 95,44% per il parco Expo, 95,25% per il risparmio energetico e 94,36% per la riapertura dei Navigli.

CROCI: «RISULTATO STORICO» - La consultazione è stata promossa da un comitato trasversale, bipartisan, e sostenuta da una fitta rete di associazioni, dal mondo dell’università e della cultura. Edoardo Croci, Marco Cappato ed Enrico Fedrighini, rispettivamente presidente, segretario e portavoce del comitato promotore dei referendum MilanoSìMuove, avevano chiesto ai milanesi di andare a votare e di votare cinque sì, «per partecipare direttamente alle scelte per il futuro della nostra città su una trasformazione urbana complessiva che interessa i sistemi della mobilità, dell’energia, del verde, delle acque, dell’uso dello spazio urbano». E ora Croci parla di «risultato storico»: «C'è una chiara volontà dei milanesi di una trasformazione sostenibile. Un risultato storico, che dimostra che i milanesi chiedono coraggio e innovazione». «E' un risultato importantissimo - aggiunge Cappato - che non poteva darsi per scontato. Chi aveva puntato sul disinteresse e sulla disinformazione della gente ne è uscito male. Si realizza quello che volevamo: mettere in cima all'agenda dell'Amministrazione la trasformazione ecologica di Milano». «Siamo consapevoli che l'estensione di Ecopass deve prevedere gradualità - ha osservato il verde Enrico Fedrighini - ma crediamo che l'attuale tariffazione che oggi riguarda solo il 15% delle auto circolanti debba essere estesa a tutti».

PISAPIA: CITTA' PIU' VERDE D'EUROPA - «La partecipazione dei milanesi alla consultazione referendaria per i 5 quesiti sull’ambiente rappresenta un ottimo segnale della voglia dei cittadini di dare il proprio parere su temi cruciali per la qualità della vita», commenta in una nota il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. «Il mandato che arriva da centinaia di migliaia di milanesi, circa 490mila hanno deciso di esprimersi attraverso questa consultazione, è molto chiaro. Ora Milano si candida a essere la città più verde d’Europa per quanto riguarda le politiche ambientali, il traffico, il risparmio energetico, la mobilità e la qualità dell’aria. Noi rispetteremo la volontà dei cittadini, coinvolgendo il Consiglio comunale nelle scelte fondamentali per il futuro della città».

SALVINI: ECOPASS DISASTROSO - Definisce al contrario «disastroso» l'esito del voto relativo all'Ecopass il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Matteo Salvini. «È un bene la richiesta per una Milano più verde e attenta all'ambiente - ha detto Salvini - dai Navigli ai parchi, daremo una mano anche noi. Disastroso invece il voto pro-Ecopass, 5 o 10 euro al giorno per tutte le auto sono una mazzata per chi lavora».

«INDIRIZZO» PER IL COMUNE - I referendum consultivi di indirizzo sono previsti dallo Statuto comunale e dal Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare: prevedono un quorum partecipativo del 30% degli aventi diritto (e non del 50% +1 come quelli nazionali) e non sono vincolanti per il governo cittadino. In caso di validità del referendum il Consiglio e la Giunta comunale dovranno comunque riunirsi, entro 60 giorni, per accogliere in modo totale o parziale l’indirizzo indicato dai cittadini. «I cittadini possono dare con la partecipazione popolare un indirizzo chiaro diretto alla nuova amministrazione saltando l’intermediazione di partiti e lobby che può costituire un elemento di freno o ritardo allo sviluppo di questa trasformazione sostenibile che riguarda temi primari come l’ambiente e la salute», hanno sostenuto i promotori dei cinque referendum. Ecco allora quali sono le indicazioni emerse dal voto dei cittadini.

1 - ECOPASS - Il primi quesito - quello che ha riscosso meno entusiasmo da parte dei cittadini - era relativo alla riduzione di traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, la pedonalizzazione del centro e soprattutto l'estensione dell'Ecopass e la sua trasformazione da pollution a congestion charge. Il ticket cioè non si pagherà più sulla base delle emissioni inquinanti del veicolo (la classe Euro), ma la tariffa sarà fissa, uguale per tutti. L'ipotesi è quella di creare due fasce di prezzo da cinque euro per le auto (esclusi i veicoli elettrici, a metano e gpl) e e da dieci euro per i furgoni. Inoltre l'area Ztl «a pagamento» sarebbe estesa dalla cerchia dei Bastioni alla molto più ampia Cerchia filoviaria 90/91. I due provvedimenti incrociati (la congestion su un territorio molto più vasto) consentirebbero un incasso di 60 milioni di euro l’anno da reinvestire su nuovo isole pedonali, piste ciclabili, corsie protette per i mezzi Atm, bus e metrò notturni, car e bike sharing. Obiettivo: una netta riduzione dello smog da traffico.

2 - ALBERI E VERDE PUBBLICO - Votando sì al secondo quesito si chiedeva al Comune di effettuare tutte le azioni necessarie a ridurre il consumo di suolo (la cementificazione), raddoppiando il numero degli alberi e il verde pubblico. Almeno il 50 per cento delle grandi superfici oggetto di riqualificazione urbanistica dovrà essere destinato a verde pubblico. Chi realizza «servizi» che comportino consumo di suolo sarà escluso dall’assegnazione di diritti edificatori. Gli alberi e le aree verdi esistenti saranno preservati e ne sarà garantito il raddoppio e la loro interconnessione entro il 2015. Il principio è che ogni residente abbia a disposizione un giardino pubblico, con aree attrezzate per i bambini, a una distanza non superiore a 500 metri da casa. Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva di 20 milioni di euro all'anno, da moltiplicare per tre anni, rispetto a quanto già iscritto a bilancio comunale. La cifra potrebbe essere coperta mediante gli oneri di urbanizzazione relativi alle aree di intervento e mediante la tariffazione progressiva, al di sopra del normale consumo domestico individuale, nei servizi pubblici locali relativi all'uso di risorse ambientali scarse (come il servizio di fornitura idrica e la raccolta di rifiuti indifferenziati), nonché mediante sponsorizzazioni e coinvolgimento dei cittadini, e seguendo il modello applicato alle aiuole dall’associazione «Verde in Comune».

3 - IL PARCO EXPO - Il terzo quesito riguardava la conservazione integrale del parco agroalimentare che sarà realizzato sul sito Expo 2015 e la sua connessione al sistema delle aree verdi e delle acque. Il piano di questo parco non è ancora stato ufficialmente presentato, ma nel progetto originario, quello presentato al Bie a fine aprile 2010, erano previsti circa 130 lotti di terreno da assegnare ai diversi Paesi interessati a partecipare alla manifestazione. Ciascun lotto con un lato di 20 metri e uno di 80-100. In tutto 260 mila metri quadrati, da destinare per metà (100-130 mila metri quadrati) a orti con le coltivazioni tipiche di ciascuna nazione del globo. Erano previste inoltre cinque grandi aree destinate a ospitare i cinque «biomi» del mondo: la foresta fluviale, il deserto, la savana, l'ambiente temperato freddo e quello mediterraneo. Nel nuovo progetto il grande parco sarà ridimensionato, ma resta comunque un’area tutt’altro che trascurabile. Il Comune dovrebbe inoltre impegnarsi a collegare il parco al sistema di aree verdi della città.

4 - IL RISPARMIO ENERGETICO - Con il quarto quesito si chiedeva al Comune di Milano di adottare il piano per l’energia sostenibile ed il clima che lo impegni negli obiettivi europei di riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra e nel dimezzamento delle principali emissioni inquinanti connesse al riscaldamento degli edifici. I cittadini chiedono che entro il 2012 tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio degli edifici comunali siano convertiti, e che entro il 2015 questo accada anche per gli impianti a gasolio domestici. Inoltre, tutte le nuove costruzioni dovranno avere classe energetica di massima efficienza e utilizzare fonti energetiche rinnovabili. Dovrà essere promosso e diffuso il teleriscaldamento, utilizzando fonti rinnovabili e tecnologie avanzate, al fine di raggiungere almeno 750 mila abitanti entro il 2015. Saranno concessi incentivi (premi volumetrici) per la demolizione degli edifici a maggiore inefficienza energetica e privi di valore storico e architettonico. Per l'intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all'anno per un triennio, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato.

5 - DARSENA E NAVIGLI - Il quinto e ultimo quesito chiedeva la risistemazione della Darsena quale porto della città e area ecologica e la graduale riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi. L’idea del comitato promotore, sostenuta da chi ha votato sì, è quella di trasformare la Darsena in un porto turistico per valorizzare l’idrovia Locarno-Milano-Venezia. I lavori per la tratta sono partiti nel 1998 e stanno per essere ultimati. La riapertura dei Navigli è un’operazione più complessa: un primo passo potrebbe essere il restauro della Conca di Viarenna (l'ultimo tratto dei Navigli a essere ricoperto), la riapertura del bacino antistante e la riconnessione della Conca alla Darsena. Un intervento che costa oltre 8 milioni di euro. Il referendum prevede una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all’anno per un triennio, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale.

Commento: Veramente incredibile che i milanesi votino per pagare per poter girare nella propria città! Non si può che pensare che la "trappola" organizzata dai promotori dei refrendum, ovvero di inserire ecopass e allargamento della sosta a pagamento in un unico quesito, insieme a tante altre sottodomande, molto più appetibili, abbia funzionato. E che la causa di questo risultato assurdo sia da ricercarsi nella pigrizia di leggere nel dettaglio l' intero primo quesito refrendario. Non a caso, fra i cinque quesiti il primo è quello che ha registrato la percentuale di sì più bassa.
In alternativa bisognerebbe pensare che i milanesi sono affetti da una inaspettata e forte inclinazione all' autolesionismo.
Vedremo cosa farà la giunta.


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