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Referendum, trionfo di sì anche nei quesiti locali GUARDA I RISULTATI

Pisapia: "Milano si candida a essere la città più verde d’Europa". Formigoni: "Voto politico". Festa dei comitati in piazza Cairoli

Articolo del: 13/06/2011


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Milano, 13 giugno 2011 - I cinque referendum milanesi sull’ambiente hanno superato con largo margine il quorum del 30%. In base ai primi risultati, i “sì” hanno vinto con percentuali tra l’80% e il 95% dei voti. Il quesito per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “Ecopass” e la pedonalizzazione del centro ha registrato circa l’80% di voti favorevoli. Per gli altri quattro, cioé verde pubblico, mantenimento del parco dell’area Expo dopo il 2015, risparmio energetico e riapertura dei Navigli, i “sì” sono stati circa il 95%.


“La partecipazione dei milanesi alla consultazione referendaria per i 5 quesiti sull’ambiente rappresenta un ottimo segnale della voglia dei cittadini di dare il proprio parere su temi cruciali per la qualità della vita - ha detto il sindaco Pisapia - . Il mandato che arriva da centinaia di migliaia di milanesi, circa 490mila hanno deciso di esprimersi attraverso questa consultazione, è molto chiaro. Ora Milano si candida a essere la città più verde d’Europa per quanto riguarda le politiche ambientali, il traffico, il risparmio energetico, la mobilità e la qualità dell’aria. Noi rispetteremo la volontà dei cittadini, coinvolgendo il Consiglio comunale nelle scelte fondamentali per il futuro della città”.



È a oltre il 90% il sì ai quattro referendum nazionali quando sono state scrutinate 1197 sezioni su 1.251. In particolare, a Milano, secondo i dati di palazzo Marino, il primo quesito ottiene il 92,42% di sì, il secondo il 93,28%, il terzo il 91,43%, il quarto il 93,33%.



AFFLUENZA - A Milano l’affluenza per i referendum nazionali si è fermata poco al disopra del 52%: un dato che colloca la città meneghina 5 punti sotto la media nazionale, che è del 57%. Secondo i dati del Viminale l’affluenza a Milano per il primo quesito è stata del 52,05%, per il secondo del 52,09% , per il terzo del 52,01% e per il quarto del 52,12%. Si sta consolidando il dato dell’affluenza milanese alle urne per i 5 referendum cittadini: dal 98,8% delle sezioni pervenute, infatti, risulta che hanno partecipato a questa tornata di consultazione popolare il 49,05% degli aventi diritto.



È la zona 1 quella che si aggiudica il primato per l’affluenza alle urne più bassa per la consultazione referendaria, mentre la zona 9 è quella con la maggior percentuale di votanti. Per il primo quesito sull’acqua, l’affluenza in zona 1 è stata del 49,11%; il dato più alto nella zona 9 con il 53,57%. Anche sul secondo quesito sull’acqua, la zona 1 da sola non avrebbe raggiunto il quorum; la zona 9 resta quella con l’affluenza maggiore con il 53,58%. Stessi dati anche per il quesito sul nucleare e per l’ultimo quesito nazionale sul legittimo impedimento. Il trend si registra anche per i quesiti cittadini: la zona 1 resta quella con l’affluenza più scarsa, mentre la zona 9 quella con l’affluenza maggiore. Scende al 42,93% l’affluenza nella zona 1 sul quinto quesito riguardante i Navigli, il dato più basso di tutti i 5 quesiti comunali ma il dato è sotto la soglia del quorum per tutti i quesiti. Al 50,58% invece il dato più elevato di votazioni che si è registrato in zona 9 per il quesito sulla riduzione del suolo.



“Un dato importante - ha detto il presidente del comitato promotore dei referendum milanesi, Edoardo Croci - perché significa che c’e’ una grande voglia di partecipare non solo alle decisioni che hanno valenza nazionale ma anche a questioni tecniche che riguardano la quotidianità dei milanesi. Questo dato cambia la storia della città perché è la prima volta che i cittadini si esprimono non su un aspetto puntuale, limitato, bensì su un aspetto complessivo su scala globale”.



MILANESI ALL'ESTERO - L'assessore comunale all’Area metropolitana, decentramento e municipalità, servizi civici Daniela Benelli ha sottilineato in una nota che la percentuale di affluenza al voto per i referendum consultivi milanesi “è solo in apparenza inferiore rispetto a quella relativa ai referendum votati in tutto il Paese. I milanesi aventi diritto al voto per i referendum cittadini sono 46mila in più rispetto a quelli aventi diritto per i referendum nazionali. Di questi elettori, 43mila sono gli elettori residenti all’estero (che votano per corrispondenza ai referendum nazionali) e 3mila sono i cittadini dell’Unione Europea residenti a Milano, che hanno diritto di voto solo per le consultazioni comunali. E’ da precisare che ai referendum cittadini non è possibile votare per corrispondenza”.




LA FESTA - I sostenitori dei sì si sono dati appuntamento in piazza Cairoli dove fino a tarda sera si tiene la festa “apartitica” per la vittoria ai referendum, organizzata dai comitati “2 sì per l’acqua bene comune” e “si’ per fermare il nucleare”. Il palco è dominato dal colore giallo, come quello delle bandiere “mai più’ nucleare” che, assieme a quelle blu dei due referendum sull’acqua, sono appese ad ogni semaforo della piazza. Numerosi gli striscioni: “le nostre vite valgono più’ dei loro profitti”, “l’acqua non e’ una merce” e, accanto ad un gazebo allestito per il brindisi, “acqua ai popoli, vino a chi lotta”.



LA PROVINCIA - Il Comune della provincia milanese che ha registrato l'affluenza più alta è Bussero, un paese di circa 9 mila abitanti nella zona ad est di Milano. A Carugate hanno votato il 60,5%; a Cormano il 60,9%; a Gorgonzola il 62,8%; a Gudo Visconti il 62,2%; a Locate di Triulzi il 61,5%; a Masate il 63,5%; a Nosate il 65,7%, a Novate milanese il 61%; a Pessano con Bornago il 61,9%; a Pozzuolo Martesana il 60,7%; a Pregnana milanese il 60,1%; a Rodano il 60,9%; a San Zenone al Lambro il 60,6%; a Settala il 60,2%; a Settimo milanese il 62,1%; a Tribiano il 60,9%; a Vignate il 63,4%; a Villa Cortese il 60% e a Zelo Surrigone il 62%. Percentuali di voto sotto il 50%, invece, nei comuni di Basiglio, Morimondo, Motta Visconti, Robecchetto con Induno e San Colombano al Lambro.



I BIG DELLA POLITICA - Al seggio delle elementari di via della Spiga anche l'ex sindaco di Milano Letizia Moratti che questa mattina, intorno alle 9.30 ha votato per i cinque referendum consultivi sulle politiche ambientali della città ritirando invece solo la scheda grigia relativa all'abrogazione del ritorno all'energia nucleare in Italia per quel che riguarda la tornata nazionale.



Letizia Moratti ha precisato al presidente della sezione di non volere le due schede contrarie alla privatizzazione dell’acqua e contro il legittimo impedimento. L’ex primo cittadino ha mantenuto un rigoroso silenzio sulle materie referendarie, sulla nuova Giunta Pisapia e al suo futuro come commissario straordinario dell’Expo 2015.

Il sindaco Giuliano Pispia ha votato domenica sera intorno alle ore 21.30 insieme alla moglie Cinzia Sasso. Il primo cittadino è arrivato al seggio del liceo classico Berchet, dopo un finesettimana trascorso in famiglia e ha votato ritirando tutte e nove le schede.



FORMIGONI - “E’ stato un voto eminentemente politico, gli elettori o gran parte degli elettori hanno voluto dare un’altra botta al centrodestra. Avrebbero votato qualunque cosa - afferma il governatore della regione Lombardia a ‘L’Infedele’ su La7 - Farebbero un grande errore i leader del centrodestra se non capissero che c’è una insofferenza molto alta nei confronti di chi sta guidando il Paese e delle scelte che sta facendo”. Per Formigoni il centrodestra “deve cambiare azione, altrimenti queste tre domeniche di maggio-giugno saranno solo il viatico di un’altra amarissima sconfitta”.

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