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IL CASO
Taxi più cari, ma i listini sono vecchi
E il supplemento viene chiesto a voce
Protesta degli autisti contro Comune e Regione: i tassametri e gli adesivi con le tariffe
per Malpensa sono ancora da aggiornare. "Siamo costretti a farci dare i 50 centesimi"

Articolo del: 04/07/2011
Autore: ILARIA CARRA

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«Per la corsa sarebbero 15 euro, ma dovrebbe darmi 50 centesimi in più: scusi, ma il tassametro non ce l’hanno ancora aggiornato». Non si meraviglino, i milanesi che prendono un taxi in questi giorni, a sentirsi raccontare questo ritornello. È tutto vero: gli aumenti di prezzo sono scattati, ma in un clima di caos. La stragrande maggioranza dei tassametri non è ancora stata adeguata, l’ufficio auto pubbliche del Comune non è riuscito a smaltire il lavoro: quasi tutte le auto bianche, quindi, viaggiano con un cartello sui sedili posteriori per informare il cliente che a fine corsa dovrà pagare mezzo euro in più rispetto al display. E non tutti accettano.

Grande confusione anche per le tariffe fisse: da tre giorni tutte quelle da e per Malpensa sono rincarate di 5 euro, ma le vetrofanie nuove da appendere sui finestrini, il cui aggiornamento spetta alla Regione, non sono ancora arrivate. E l’ordine di servizio che invita intanto i tassisti a lasciare appese quelle vecchie fa venire più di un dubbio sul rischio truffa. «La prossima volta Regione e Comune si muovano prima» polemizzano i tassisti. I rincari sono stati decisi a fine aprile, dopo un braccio di ferro con la Regione che ha accordato alcuni adeguamenti automatici del tassametro: il prezzo al chilometro è cresciuto di circa un centesimo al minuto, la «bandiera» — il solo costo per sedersi in auto — è salita da 3 a 3,20 euro (di giorno), da 5,10 a 5,20 (festivi) e da 6,10 a 6,20 (di notte), mentre per andare dalla Malpensa alla città oggi si pagano 90 euro, 65 fino a Rho-Fiera e Varese e 100 euro da Malpensa a Linate.

Il Pirellone fa sapere che le vetrofanie sono in fase di stampa e entro pochi giorni ogni Comune le distribuirà. Ma è polemica. Raffaele Grassi, presidente del Satam, sindacato con più iscritti, attacca: «Come sempre la Regione si è mossa tardi — denuncia — siamo costretti ad appendere cartelli e a spiegare ogni volta che non siamo disonesti, ma che gli aumenti sono concordati». Marco Luisi, Confartigianato: «Con questi cartelli sembra di chiedere l’elemosina — dice — si sapeva da gennaio degli scatti, le istituzioni avrebbero dovuto muoversi prima: solo con un po’ di anticipo il Comune riesce ad adeguare tutte le auto in tempo. Iniziare a giugno, come quest’anno, ha dato questi risultati».

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